Che cosa succederà nel settore immobiliare?

previsioniGentile cliente,

talmente forte è stato l’impatto sanitario, demografico, psicologico, sociale ed economico a causa del Covid-19, che il primo semestre del 2020 rimarrà indelebilmente impresso nella memoria di chi l’ha vissuto ed è destinato, forse, a condizionare molti dei nostri comportamenti futuri.

Che cosa succederà d’ora in poi è ancora un’incognita. Le previsioni sugli scenari economici dei PIL nazionali e dei singoli settori, salvo alcuni casi, sono per lo più negativi.

Il settore immobiliare non fa eccezione. Dopo aver impiegato diversi anni per uscire dalla Grande Recessione, nel 2019 ha iniziato a registrare risultati che potevano far pensare all’inizio di un trend positivo. L’esplosione del Covid-19 rimette ora tutto in discussione.

Ma una cosa sono le previsioni su di un settore a livello aggregato e un’altra sono dei fenomeni locali e secondari, che possono presentare espressioni di controtendenza.

Molte famiglie sono state costrette a vivere rinchiuse nei loro appartamenti in città per oltre due mesi. Molti hanno realizzato quanto sarebbe stato più sopportabile, perfino piacevole, vivere in spazi più ampi o quanto avrebbero gradito disporre di aree all’aperto.

Grazie alla maggior diffusione del lavoro remoto, molti in futuro potrebbero lavorare da casa e recarsi nella sede aziendale solo una o due volte la settimana. In questa prospettiva, una residenza a 50-100 Km da una grande città potrebbe essere un’opzione, a fronte di una qualità di vita superiore (case di dimensioni maggiori, spazi aperti, qualità del cibo, dell’aria, dei rapporti interpersonali).

I nostri territori (Langhe, Roero, Monferrato) offrono questo tipo di offerta immobiliare, spesso di grande fascino e a prezzi contenuti.

Diversi professionisti, imprenditori, artisti di tutto il mondo, questa scelta l’hanno già fatta ancora prima del Covid-19 e hanno eletto queste colline come loro luogo di residenza. Ora forse molti altri ancora vorranno e potranno farlo.

Anche il settore turistico è e sarà molto penalizzato dal Covid-19. Ma ancora una volta l’analisi aggregata può non corrispondere alle realtà locali. L’offerta turistica delle nostre colline risponde molto bene a una domanda di turismo di prossimità, non di massa, a misura di famiglia, che offre piaceri sottili e che consente naturalmente e senza sacrificio un distanziamento sociale.

Per quanto riguarda il settore agricolo, non solo non abbiamo riscontrato un arresto, ma addirittura registriamo una crescita di interesse. Il bene agricolo è oggi, forse, l’unico vero “bene rifugio” che può dare risposta ad esigenze di diversificazione del patrimonio o anche di riconversione professionale.

Tutto quanto sopra non è solo una mia opinione, ma deriva da una serie sempre più numerosa di richieste di clienti in quest’ultimo periodo. Diversi articoli che delineano questo fenomeno sono già comparsi sulla stampa ed in rete.

Questi scenari ci fanno guardare con animo positivo al futuro che ci attende, che sarà certamente carico di difficoltà e di incertezze, ma anche di opportunità.

Dovremo saper riconoscere e cogliere queste opportunità, essere in grado di navigare nella tempesta e uscirne migliori.

Dovremo saper offrire a voi, i nostri clienti, le giuste opportunità di investimento, quali esse siano.

Assieme a tutta la gente e alle attività produttive locali anche noi dovremo, nel nostro piccolo, con laboriosità e fantasia, creare le condizioni per una ripresa vigorosa e stabile, per un Nuovo Rinascimento del nostro territorio.

            Vi aspettiamo tra le nostre colline!

                                                                                              Luigi De Vico


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